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domenica, aprile 30, 2017

Dal vangelo dell’Apostolo Luca:
(Lc 22, 14 – 19) Quando fu l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse: «Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio». E preso un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e distribuitelo tra voi, poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio».

Istituzione della comunanza universale
Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi».

QUELLO CHE PROPONIAMO

La Chiesa Cristiana Anglo Cattolica crede fermamente nella Vera, Unica, Assoluta, Principale e Universale Chiesa fondata, istituita e voluta dal Cristo vivo e risorto. La Chiesa Cristiana Anglo Cattolica trae la sua dottrina dai Vangeli e dalla Sacra Scrittura in genere. Moltissime Chiese scrivono nelle proprie denominazioni la parola “Chiesa Universale” in forma molto equivoca. Noi non ci consideriamo Chiesa Universale, ma membra di quest’ultima, costituita e istituita per Grazia di Dio. Dio nel suo immenso amore per l’essere umano, volle riconfermare con la venuta del Cristo, la sua promessa della “salvezza” di tutto il genere umano.

La Chiesa Cristiana Anglo Cattolica conferma in pieno il volere di Dio, attraverso la venuta del Messia, Nostro Signore Gesù Cristo, il quale ci parlò e riconciliò con il Padre. La Chiesa Cristiana Anglo Cattolica crede fermamente che, con la venuta del Cristo sulla terra, Dio Padre volle perfezionare la nostra vita spirituale con l’istituzione della sua “Santa e Universale Chiesa Cristiana”.

Gesù non parlò mai nel segreto. Crediamo che, il Cristo volle insegnarci la vera fede in Dio. Gesù, nella sua venuta, istituii due “massimi comandamenti” cioè, quelli che devono essere messi innanzi a tutto. “Ama il Signore, tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il comandamento più grande e più importante. Il secondo è ugualmente importante: Ama il tuo prossimo come te stesso. Tutta la legge di Mosè e tutto l’insegnamento dei profeti dipendono da questi due comandamenti.” (Matteo 22. 37)

Questi due comandamenti fondamentali vengono spesso derisi, deturpati, usati in modo inappropriato e soprattutto violati. Se pensiamo alle centinaia, se non migliaia di Chiese Indipendenti ufficiali e non ufficiali, che si proclamano “Cristiane” per tenere solo alto un vessillo identificativo statutario o giuridico, ma nella sostanza “non sono affatto cristiane”. Oggi, le Chiese Indipendenti, si fanno guerra tra di loro, creando sempre divisioni persistenti e insanabili.

La Chiesa Cristiana Anglo Cattolica crede che, ognuno debba fare un passo indietro, noi per primi, affinché si possa dare un vero senso alla parola “Cristiani”. Tutti, compresi noi, vogliamo essere delle prime donne, tutti vogliamo essere Patriarchi, Primati e Vescovi di una fetta di Clero e popolo, ma nessuno vuole essere membro della Vera Chiesa di Cristo.

Guardando con attenzione l’aspetto giuridico di tante Chiese o Prelature, notiamo solo dei veri “altisonanti” titoli ecclesiali. La Chiesa Cristiana Anglo Cattolica, con questa carta d’intenti, vuole mettere in evidenza questi assurdi comportamenti poco cristiani, senza offendere alcuno. Notiamo ancor prima dei titoli, moltissimi sacerdoti, intenti a screditare o chiedere spiegazioni sulle spiritualità di altre Chiese, senza guardarsi in uno specchio d’umiltà e correttezza, non immischiandosi in questioni di “diritto interno” alle realtà ecclesiali esistenti.

La Chiesa Cristiana Anglo Cattolica, con la presente carta d’intenti, approvata tramite il Santo Sinodo, intende invogliare ogni Chiesa Indipendente al dialogo reciproco, senza guardare il nome del Vescovo oppure spiacevoli equivoci accaduti, forse, in passato. Noi confermiamo e crediamo, che ogni Chiesa Cattolica Indipendente con valida Successione Apostolica è divina, però auspichiamo anche un dialogo profondo tra codeste chiese. Nessuno di noi, può pretendere di dialogare con la Chiesa di Roma, Patriarcato di Costantinopoli o Patriarcato di Mosca, se prima non riusciamo a dialogare tra di noi “Chiese non ufficiali”.

Tutte le Chiese, nessuna esclusa, sono state chiamate alla professione dell’amore verso ogni fratello. Le Chiese o Prelature indipendenti, devono essere fondate sulla comprensione reciproca oppure si rischia di essere una piccola nicchia che professa solo un modo proprio di vedere la religione e la fede.

Le Chiese devono fare qualcosa di concreto nel mondo, auspicando un dialogo tra persone civili e soprattutto tra Confratelli nell’Episcopato. Non possiamo continuare a gettare fango in faccia alla miriade di fratelli e sorelle di chiese diverse, ma tutti dobbiamo cercare di farci un profondo esame di coscienza. Tutti dobbiamo riconoscere i nostri errori, tutti dobbiamo fare un MEA CULPA, tutti dobbiamo cercare di sopportarci a vicenda nella diversità. È facile infangare un fratello, per farlo sentire in colpa, ma sarà molto difficile riprendere un rapporto con quel fratello.

La Chiesa Cristiana Anglo Cattolica non può stare inerme a guardare questa confusione “universale” tra le chiese indipendenti, ma deve cercare nel proprio piccolo d’intraprendere azioni di dialogo con tutti. Tutti dobbiamo essere come Gesù ci vuole, cioè “Luce per il Mondo e Sale per la terra” (Matteo 5:13-14).

Tutti noi, Vescovi e Sacerdoti delle varie realtà Ecclesiali, dobbiamo essere aderenti al Regno di Cristo, per Grazia di Dio, dobbiamo saper valutare tutti secondo coscienza i nostri doveri e comportamenti, oggi del tutto abominevoli verso ogni fratello e sorella non facente parte della propria realtà/chiesa/prelatura.

Le Chiese devono imparare ad essere “Seguaci della Via”. La Via è Cristo, ma se quella Via viene intrapresa in modo proprio “come possiamo essere ben voluti o guardati dal Padre?”. Ogni Vescovo, vuole mantenere al proprio interno “uno scettro di potere” che verrà seppellito, un giorno, con i nostri rimorsi e miserie. Una confusione universale, che fa solo male alla Chiesa, senza contare il grave “cancro” che si crea tra i fedeli, che ogni giorno si imbattono contro tutte queste realtà separate tra di loro.

Tutti, in modo eguale, cerchiamo di abbattere la Chiesa con più vocazioni o fedeli, altri vanno dietro a delle assurde propagande di “Marketing” di tutte quelle Chiese create senza alcun fondamento. Siamo arrivati tutti alla confusione più estrema. Tutti pensiamo alla nostra piccola realtà, tutti pretendiamo di dialogare con altri, tutti pensiamo di fare del bene alla moltitudine dei credenti e molti pensano ad una pubblicità sfrenata delle pagine, siti, realtà, iniziative e altre cose che sinceramente non possiedono niente di religioso. Nessuno di noi si preoccupa di un vero dialogo interreligioso tra realtà ecclesiali, dove ognuno si rispetta nella diversità e nella propria autonomia. Oggi, tizio parla male di Caio, Caio parla male di Sempronio e tutti parlano male di tutti. Così si finisce sotto l’occhio vigile e attento delle Chiese Ufficiali che guardando le nostre liti, ridendo a squarcia gola.

Ogni Chiesa, compresa la nostra, deve comprendere il vero valore della propria missione, che non riguarda quei pochi fedeli, amici e preti che ci seguono, ma deve essere molto più ampia. Immaginate per un solo istante l’istituzione di un Santo Sinodo Comune Internazionale, con a capo un confratello Vescovo Presidente del Sinodo, che risonanza può avere questo gesto d’unione. Però, diciamola tutta, tutti i Vescovi mancano di “retta fede” oppure si credono PADRI CELESTI sulla terra. Tutti parliamo male dell’altro, però nessuno di noi riesce a capire che “il Sacerdote è fatto per benedire” cioè “dire bene del proprio fratello”. Tra i Vescovi e Sacerdoti delle varie chiese, persiste un conflitto permanente che per il momento sembra difficile da risanare, però tutto può essere messo da parte.

Oggi, con alle porte delle nostre nazioni la minaccia di un “conflitto armato” dove dei fratelli e sorelle, credono di essere dalla parte della ragione assoluta tagliando la testa e bruciando vivi ogni persona “miscredente”. Quella minaccia si chiama “ISIS”. Dall’altra parte del Mediterraneo, nell’Europa civilizzata, non è presente l’ISIS (per il momento), ma esiste una cosa peggiore dell’ISIS. L’egoismo religioso, l’indifferenza, il personalismo, l’essere sempre protagonista, l’ipocrisia e la maldicenza, sembra essere molto diffusa nelle Chiese Indipendenti, questi atteggiamenti ci rendono molto più abominevoli dei “taglia gole”.

Guardiamoci intorno, tutti crediamo di essere nella ragione, di essere detentori di successioni apostoliche validissime, di insegnare la vera fede, di proclamare il vero Vangelo, di amare tutti e di accettare tutti, però è solo IPOCRISIA, perché le nostre “parole” sono belle, i nostri propositi edificanti, ma i nostri occhi pieni di cataratte. Noi tutti, non vediamo oltre la porta della nostra realtà, perché pensiamo sempre ad una futura congiura “quello mi può derubare il mio trono”.

Oggi con tutta questa nostra separazione, ci stiamo creando dei troni propri, che nulla avranno a che fare con Nostro Signore, perché stiamo detronizzando il suo potere eterno, per crearci un trono tutto nostro. Come può il Signore benedire le nostre Chiese Indipendenti, se noi non ci riconciliamo con tutti i nostri fratelli episcopi e non? Come può il Signore benedire la Santa Eucarestia, se ci odiamo profondamente tra di noi? Forse, una riflessione arrivati a questo punto è necessaria.

Ogni uomo è chiamato alla salvezza eterna, nessuno escluso. Non dobbiamo crederci detentori di carismi e verità, ma dobbiamo mettere da parte ogni nostra voglia di protagonismo, per far diventare unico e vero protagonista delle nostre realtà “Nostro Signore”.

Crediamo che è arrivato il momento per un profondo dialogo unitario tra le chiese, nessuna esclusa, affinché si possa edificare in un comune accordo “la vera Patria di Cristo” il Regno tanto decantato da tutte le nostre realtà ecclesiali. Mettiamoci in silenzio, ascoltiamo per un solo istante la voce di Cristo che ci dice “Unum Sint”. Crediamo tutti che Cristo sia l’unico Maestro dei suoi discepoli e che la maturità di tutti noi debba essere utile quale monito per l’intera Chiesa ed ancora per l’unità universale.

Presentiamo, tutti uniti il Cristo al mondo, ad esempio di come l’uomo deve esprimersi, nella condizione più gradita al Creatore. Gesù si presentò nel mondo assumendo la condizione sociale di uomo semplice, umile e facendosi servo di tutti. Noi tutti oggi, celebriamo quella nascita semplice, però ignoriamo la sua pratica, facendoci padroni di denominazioni e simboli che dividono. Nessuno di noi è davvero umile, nessuno di noi vuole intraprendere un cammino comune di rispetto reciproco nella diversità, perché ognuno vuole essere capo della propria realtà, perché nessuno vogliamo intralci.

Come possiamo edificare il Regno di Dio? Questa è la domanda. La risposta deve nascere dal cuore, dobbiamo chiederci se è giusto criticare un nostro fratello Vescovo, Sacerdote, Laico o Religioso. Seguiamo tutti l’esempio di Cristo, il quale amò tutti indistintamente. Dobbiamo credere profondamente nell’istituzione sacramentale di Gesù Cristo, da cui scaturisce l’unità che ci costituisce fratelli e sorelle riuniti nell’unico Regno della terra, per come ci fu esemplificato, in sintesi, nella raccolta spirituale ed apostolica “Ultima Cena”.

Crediamo almeno per una volta, alle parole di Gesù Cristo espresse nell’ultima cena, le quali impongono ad ognuno di essere artefici dell’amore. Gesù ci disse “amatevi a vicenda” poi continuò “come io vi amo”. Tutti dobbiamo amare come Lui. Gesù non ama tutte queste divisioni. Se oggi tornasse sulla terra “troverebbe nelle nostre realtà la fede?” oppure troverebbe “solo Vescovi con uno scettro tra le mani?”.

Uniamo le forze per la salvezza delle anime, non creiamo distinzioni e lavoriamo in comune accordo con l’istituzione di un Santo Sinodo Internazionale, affinché tutte le nostre realtà diventino “Luce per il mondo”.

Per questo preghiamo e questo auspichiamo. Amen!!!

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