“Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto” (Giovanni 1,11)

Carissimi fratelli e sorelle,
siamo giunti al termine dell’Avvento, periodo che spero sia stato fecondo di riflessioni sulla nostra fede, interrogandoci soprattutto su che cosa vuol dire essere cristiani oggi. All’inizio dell’Avvento invitai tutti a porsi una domanda: “Ho veramente accolto Gesù e il Suo messaggio nelle mia vita?”

Credo che tutti noi ogni tanto, ci fermiamo è facciamo un inventario della nostra cita, delle nostre relazioni, del nostro lavoro ma spesso mettiamo in secondo piano l’aspetto spirituale della nostra esistenza, dando per scontato tutto ciò che ci è stato insegnato al catechismo.

Ed ecco che la nostra vita spirituale rimana incagliata tra tradizioni, dottrine e dogmi che limitano la nostra esistenza.

Accogliere Gesù nella nostra vita vuol dire rendere la nostra vita un dono d’amore per il nostro prossimo. In questo periodo si è tutti impegnati alla ricerca di regali (spesso inutili), all’organizzazione di pranzi e cene con parenti e amici nei quali spesso molto cibo viene buttato.

Il mio pensiero oggi va a chi, causa la grave crisi economica che ha travolto il nostro paese, è senza lavoro, senza casa, a chi passerà un Natale in solitudine e a chi non potrà permettersi il lusso di un pranzo in famiglia.

Essere cristiani, e per cui essere dono d’amore, deve portarci fuori dal nostro egoismo, deve farci aprire gli occhi per vedere intorno a noi fratelli e sorelle che vivono nella povertà. Come sarebbe bello se ogni famiglia invitasse alla propria tavola un povero!

L’annuncio della nascita di Gesù non fu dato alle autorità civili e religiose del suo tempo ma bensì ai pastori, considerati al pari delle bestie che curavano e per cui impuri, come diremmo oggi gli ultimi, gli esclusi da ogni comunione con Dio.

Ecco questo Dio che si fa uomo attraverso Gesù il quale lo chiama Padre, non più un dio irraggiungibile in chissà quale cielo ma un “Dio con noi”, un Dio in noi, un Padre che condivide con l’uomo le sue gioie e i suoi dolori. Un Dio che si manifesta negli ultimi che spesso noi cristiani non consideriamo…..spesso cerchiamo Dio e non ci accorgiamo che è proprio di fronte a noi!

Cerchiamo di rendere la nostra vita un natale tutti i giorni, siamo noi il dono per i più sfortunati.

A voi tutti e alle vostre famiglie i miei più affettuosi auguri e la mia paterna benedizione.

+Damiano, Arcivescovo Primate