Carissimi fratelli e sorelle, pace e bene!
Auguro a tutti una felice Pasqua di Risurrezione affinché i nostri cuori risorgano al comandamento di Gesù dell’Amore con uno scritto del vescovo Tonino Bello.

“VORREI che potessimo liberarci dai macigni che ci opprimono, ogni giorno: Pasqua è la festa dei macigni rotolati. E’ la festa del terremoto. La mattina di Pasqua le donne, giunte nell’orto, videro il macigno rimosso dal sepolcro. Ognuno di noi ha il suo macigno. Una pietra enorme messa all’imboccatura dell’anima che non lascia filtrare l’ossigeno, che opprime in una morsa di gelo; che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con l’altro. E’ il macigno della solitudine, della miseria, della malattia, dell’odio, della disperazione del peccato. Siamo tombe alienate. Ognuno con il suo sigillo di morte. Pasqua allora sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l’inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi e se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto, si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la resurrezione di Cristo”. (+ Tonino Bello)

In questo giorno di Pasqua e nei giorni che seguiranno, chiediamo al Signore di liberarci dai tanti macigni che ci portiamo nel cuore e nella mente, seguiamo Cristo che è Via, Verità e Vita, togliamoci di dosso le incrostature di una religione che limita la libertà di vivere una vita nella gioia! Cristo no è sofferenza, mortificazioni, penitenze e digiuni, è il Dio della vita vissuta in pienezza nella gioia anche delle nostre miserie. Ognuno sia quello che è sapendo di essere Amato dal Padre, gay, lesbiche, trans, bisessuali, divorziati, separati…..siete tutti figli del Padre e amati da Lui, non fatevi condizionare da dottrine di uomini ma vivete nella consapevolezza di un Amore che va al di là dei giudizi umani, vivete in Dio e ascoltate solo la vostra coscienza! L’Eucaristia non è un premio per i “buoni” ma è pane di vita che alimenta il nostro spirito affinché poi possiamo diventare pane spezzato per i fratelli e le sorelle che vivono ogni forma di disagio e difficoltà in questa particolare situazione che stiamo vivendo nella nostra amata Italia ma non dimentichiamo anche le tragedie che ogni giorno sentiamo provenire da diverse parti del mondo. Non basta pregare, dobbiamo essere cristiani attivi nelle opere che possano portare una speranza e un sorriso ai fratelli e sorelle più sfortunati di noi.

A tutti voi la benedizione del Dio Padre della vita, Padre e Figlio e Spirito Santo!

+ Damiano, Arcivescovo Primate